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Elementare, Padoan!

Il ministro Padoan, nel corso del convegno “How can we govern Europe?” ha dichiarato: “Se non c’è fiducia, chi ha i soldi se li tiene in tasca o li mette su strumenti a breve termine e quindi non vengono investiti, la cosiddetta trappola della liquidità (…) La fiducia non è una variabile del dibattito politico e della retorica di tutti i giorni ma conta nelle analisi economiche: è quella cosa che decide se un soggetto che ha risorse economiche le spende o meno”.

E’ del tutto evidente che l’investitore privato, in assenza di prospettive, stenti a investire i suoi soldi. Tuttavia, un ministro dell’economia dovrebbe andare al di là dei ragionamenti elementari (tautologici) e riflettere che soprattutto in un momento di grave crisi economica, spetta allo Stato intervenire per riavviare il ciclo economico, onde evitare che il mix di deflazione-disoccupazione distrugga non solo l’economia di un Paese, ma anche le fondamentali strutture sociali che sono alla base di una civiltà degna di questo nome.

La realizzazione di politiche che attribuiscano solo al privato il compito di risollevare le sorti economiche dell’Italia, come vorrebbe Padoan, è pericolosa per due ragioni:

1. Perché, come detto prima, il privato non si muove finché le acque non sono tranquille. Mentre, nel frattempo, milioni di cittadini colano a picco.

2. Perché affidarsi ai grandi investitori significa affidarsi, sempre e comunque, alla logica del profitto privato (di pochissimi), che non tiene in considerazione il bene pubblico in quanto tale (che ci riguarda tutti).

Per questo, mai come ora si rende necessario un intervento massiccio dello Stato per contrastare la deflazione-disoccupazione e dare un indirizzo preciso ai processi economici nazionali, affinché diventino le basi di un progresso per il bene comune (e, detto in parole povere, per ciascuno di noi, a prescindere della propria condizione economica).

Ma per fare questo servono:

1. Piena sovranità economica e monetaria, che consenta la spesa a deficit per la realizzazione di investimenti pubblici e Piani di Lavoro Garantiti, senza i cappi dei trattati europei (austerità).

2. Una visione economica che spazzi via decenni di incrostazioni ideologiche rozze ed erronee che prendono il nome di neoliberismo e che le nostre università si ostinano impunemente a presentare come scientifiche, in barba a qualsiasi reale analisi scientifica.

Non è difficile, se ci pensate. Ma per Padoan e i suoi sodali significa mettere in discussione il Verbo in cui credono ciecamente. E che garantisce loro un benessere da èlite. A scapito nostro.

 

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